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“ A volte metto spilli negli occhi
per capire la vera Arte ”

A. Casiraghy

 

Prima di parlare di Art in Flat poniamoci la domanda su che cos’è oggi una galleria d’arte.

In molti casi uno spazio in cui si espongono a pagamento quadri, sculture, video installazioni allo scopo di venderli. In altri, ma sempre di meno, un luogo in cui si promuove l’arte, si accolgono i visitatori e si instaura un dialogo fatto spesso di domande inevase, di curiosità nascoste, a cui il gallerista o chi per lui cerca di dare risposte parlando delle opere e suscitando curiosità.
Si segue l’artista nel suo percorso e si cerca di favorirne la conoscenza presso il collezionista, di pubblicizzarne il lavoro e la collocazione sul mercato.

Qual è la differenza di Art in Flat?

 

È da anni che gli appartamenti si affiancano alle gallerie come luoghi d’arte.
Certo non si pongono l’obiettivo di sostituirle (anche se all’inizio è stata questa la finalità), ma sicuramente possono rapportarsi all’arte con modalità interessanti.

Oltre alla pubblicizzazione e alla promozione e conoscenza del lavoro dell’artista c’è, per esempio, un abbattimento dei costi (motivo non trascurabile), un diverso rapporto del visitatore con l’artista e con il padrone di casa dato dallo stato d’animo sicuramente più rilassato e meno intimorito dall’atteggiamento del gallerista che se non fiuta un probabile acquirente si limita a offrire un comunicato stampa e tutto finisce lì.

La situazione di Art in Flat permette uno scambio alla pari, un rapporto di cordialità e amicizia che anche quando non sfocia in un acquisto immediato è di buon auspicio per il futuro.

 

M. Pasqua

 

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